La più grande centrale solare del mondo: si può fare in Italia?

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    Stefano Carnazzi
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    Molti commenti all’articolo sull’inaugurazione della centrale solare termodinamica Noor (I, II, III e IV) di Ouarzazate in Marocco dicono “in Italia siamo indietro”, “in Italia dovremmo farlo”.
    Re Mohammed VI ha inaugurato quella che sta per conquistare il primato della più grande centrale solare a concentrazione al mondo.
    Però, pensiamoci:
    1) la tecnologia del solare a concentrazione è nata in Italia, con Rubbia e la centrale Archimede a Priolo, inaugurata e mai partita.
    2) Rubbia è dovuto espatriare in Spagna per costruire le prime centrali solari termodinamiche
    3) la Spagna s’è creata un know how e ora i consorzi spagnoli vanno a costruirle in mezzo mondo, compresa questa in Marocco
    Però è anche vero che, come fa notare l’Associazione Interco:
    “1) Vi siete resi conto che l’impianto è stato realizzato nel deserto del Sahara?
    2) Vi siete resi conto che in Italia non vi sono i deserti africani?
    3) Vi siete resi conto che il calore e l’indice di irraggiamento solare per un sito del deserto del Sahara non ha nulla di paragonabile con le aree dell’Italia?
    4. Vi siete resi conto che in Italia, per far funzionare un similare impianto, occorre distruggere (come per la Basilicata e la Sardegna) centinai di ettari di terreni dediti all’agricoltura?
    5. Vi siete resi conto che in Italia, per far funzionare similari impianti, occorre affiancarli a centrali termoelettriche tradizionali che prevedono la realizzazione di enormi caldaie per la combustione, ogni anno, di milioni di metri cubi di gas metano quale fonte energetica fossile e per nulla pulita?
    6. Vi siete resi conto dello spropositato consumo d’acqua (miliardi di metri cubi ogni anno) per il sistema di raffreddamento, produzione di vapore e pulizia delle superfici specchiate? Proprio quell’acqua che dovrebbe essere preservata in quanto fonte limitata ed esauribile?
    Possibile che si debba leggere unicamente la parola “sole” e non anche le parole DESERTO, SUOLO AGRICOLO, ACQUA, GAS METANO?
    Perché non si pensa a collocare migliaia di impianti fotovoltaici su tutti i nostri tetti, oggi che possono essere affiancati anche da accumulatori che permettono di superare i limiti della produzione ad intermittenza dell’energia elettrica?
    Perché non si pensa ai nostri tetti invece di rendersi partecipi di altro consumo di suolo quale risorsa limitata e non rinnovabile?
    Ottima soluzione quella del Termodinamico (CSP) purché realizzato in aree desertiche, in aree industriali, in aree dismesse.”

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