19 stati europei su 28 dicono no agli ogm

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    L’Italia si conferma libera da ogm e altri 18 paesi hanno fatto la stessa scelta, emanando bandi nazionali che ne vietano la coltivazione sul proprio territorio. Il 3 ottobre si è chiusa la possibilità di darne comunicazione formale alla Commissione Europea.

    La coltivazione del Mon810 era stata finora bloccata dalla cosiddetta clausola di salvaguardia solo in nove Paesi: Italia, Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Lussemburgo e Polonia.

    Si tratta, secondo Coldiretti, di “una conferma della crescente opposizione agli organismi geneticamente modificati in agricoltura in tutta Europa, dove riguarda la stragrande maggioranza dei Paesi, perché non hanno mantenuto le promesse miracolistiche. Le superfici seminate a transgenico nell’Unione europea, non solo sono del tutto marginali rispetto al totale, ma addirittura in calo nel 2014 con una diminuzione del 3 per cento, a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che non rispetta le promesse, secondo l’analisi del rapporto annuale 2014 dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications. La superficie ogm in Europa nel 2014 conta oggi appena 143.016 ettari di mais Bt coltivati in soli 5 Paesi sui 28 che fanno parte dell’Unione. Peraltro ben il 92 per cento di mais biotech europeo è coltivato in Spagna, dove sono stati seminati 131.538 ettari, mentre le superfici coltivate sono residuali in Portogallo, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania”.

    Il 26 ottobre il Parlamento europeo voterà la proposta della Commissione che vuole dare agli Stati membri la possibilità di introdurre una clausola di esclusione anche per l’importazione di mangimi ogm, benché approvati dall’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

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